Legge di stabilità

Legge di stabilità, tra gli emendamenti novità su medici di famiglia e pensioni

CAMERA: IL PREMIER ENRICO LETTA PRESENTA IL PROGRAMMANovità tra gli emendamenti alla Legge di stabilità 2016 passata in queste ore all’esame del Senato dove nella serata di ieri è stata posta la questione di fiducia su un maxiemendamento interamente sostitutivo del testo del ddl di stabilità  che verrà votata nella giornata di oggi. Molte le novità di area sanitaria: la Commissione Bilancio in Senato ha dato l’ok alla norma che introduce per i medici di famiglia con collaboratore di studio l’esenzione dall’Irap. E c’è il Fondo farmaci innovativi.

Medici di famiglia– L’obiettivo dell’emendamento a firma Laura Fasiolo, Pd, è liberare i medici del territorio da impegni burocratici per consentire il loro maggiore impegno nella medicina di iniziativa ed evitare che sentenze di Cassazione rovescino le interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate. Sempre in tema di gestione studio, in aula si dibatte sulla deduzione dal reddito al 140% delle spese per acquisti di macchinari (inclusa dotazione di studio) effettuati tra 15 ottobre 2015 e tutto il 2016. Si ripetono le agevolazioni 2015 per i datori di lavoro – inclusi i professionisti della salute – che assumono a tempo indeterminato o trasformano contratti a tempo determinato ma stavolta il tetto non è più 8 mila euro ma scende al 40% di tale cifra, 3200 euro.

Contratti– Blindature del testo permettendo, gli emendamenti delle regioni chiedono tetti al fondo di risultato per i medici ospedalieri e rideterminazioni sul fondo indennità infermieristica per porre un freno agli incrementi registrati in alcune aziende; stanziato poco più di un milione di euro per il funzionamento della Sisac (mentre per gli aumenti dei contratti la cifra stanziata dovrebbe avvicinarsi ai 300 milioni). Si chiede anche la neutralizzazione a fini fiscali delle spese di Asl e ospedali per riaffidare a propri assunti servizi in precedenza esternalizzati a costi poi rivelatisi più alti. Nel tronco principale della manovra, si aumentano i contratti specialistici per 57 milioni nel 2016, 86 nel 2017, 126 nel 2018. Cresce anche il fondo per finanziare le università statali (55 milioni 2016 e 60 nel 2017). Dal punto di vista delle uscite, entro giugno ogni regione individuerà Asl e ospedali che hanno speso il 10% in più di quanto ricavato e chiederà un piano di rientro al direttore generale, il quale potrebbe decadere se il piano è bocciato. Arrivano in alcune regioni le aziende sanitarie uniche, figlie dell’incorporazione delle aziende ospedaliero- universitarie nelle Asl.

Pensioni– Più che la no tax area salita a oltre 8 mila euro di reddito, fa discutere che siano stati rinviati al dibattito alla Camera senza emendamenti sia la nuova salvaguardia agli esodati, sia il part-time per gli over 63 sia l’opzione donna, che consente di andare via prima, a 57 anni e 3 mesi più 35 anni di contributi (anziché a 62 anni con 41 anni e 6 mesi di contributi per l’anzianità o a 66 anni per la vecchiaia, con 7 mesi in più per le dipendenti pubbliche e 5 in meno per le private) ma ricalcolando interamente l’assegno con il sistema contributivo, meno conveniente. Per la dottoressa dell’ospedale – pubblico ancor più che privato, se il riferimento è la pensione di vecchiaia in quanto i contributi maturati sono pochi – a perdita potrebbe essere compatibile con quella che la donna medico lavoratrice autonoma subisce in Enpam pensionandosi anzitempo. Ricordiamo appunto che in Enpam nel 2016 il limite per la pensione di vecchiaia salirà a 66 anni e la pensione di anzianità sarà possibile solo dai 61 anni in poi con penalizzazioni tra 17,5 e 20% a seconda dell’entità dell’anticipo.