Ecm, le metodologie formative cambiano a seconda della Regione.

Ecm, le metodologie formative cambiano a seconda della Regione

ecm-enterprise-content-management-miglioriRegione che vai formazione a distanza che trovi, in alcune tutta l’Ecm si può fare con il supporto di Cd, Dvd e dispense, in altre no. I lettori ci segnalano che mentre la determina 10.10.2014 della Commissione nazionale per la formazione continua (Cnfc) consente a tutti i professionisti sanitari di assolvere l’intero debito formativo nel triennio anche con sola “Fad”, in Lombardia -ad esempio – il decreto 12784 del 31 dicembre 2014 prevede che possa essere acquisito a distanza solo il 50% del credito annuale, per un massimo di 25 crediti/anno. Com’è possibile? Roberta Brenna della Commissione regionale formazione continua lombarda ricorda che l’accordo stato- regioni del 2007 ha definito il sistema di formazione continua come un «sistema integrato e solidale tra il livello regionale e il livello nazionale. Il livello nazionale è espresso dalla Commissione nazionale Ecm che ha funzioni d’indirizzo e coordinamento, mentre a livello regionale il Comitato Tecnico delle Regioni, che rappresenta le regioni e le Province autonome, fornisce supporto ed esprime parere sulle determinazioni di carattere programmatorio, normativo e prescrittivo della Commissione».

Brenna spiega che la formazione è erogata da due circuiti diversi, «da una parte ci sono i provider nazionali che si accreditano presso la Commissione nazionale se intendono erogare eventi su tutto il territorio italiano; ci sono poi i provider regionali, in particolare le aziende sanitarie e gli erogatori pubblici o privati di prestazioni sanitarie, che secondo l’Accordo Stato-Regioni sono tenuti ad accreditarsi presso la competente regione o provincia autonoma. L’Accordo Stato-regioni del 2012 stabilisce che al fine di elevare la qualità dell’offerta formativa è data possibilità alle Regioni, alle Province autonome e alla Commissione Nazionale di individuare requisiti e standard più restrittivi, rispetto ai requisiti previsti nell’Accordo. E da qui dipendono le differenze sulla valutazione di alcuni aspetti, tra cui la quota di formazione a distanza consentita». «Peraltro – chiarisce Brenna- è importante che i due sistemi Ecm, nazionale e regionale, parlino tra loro. Ciò è avvenuto con successo al momento di costruire un tracciato informatizzato per i dati relativi al flusso dei crediti, il meccanismo con cui ogni provider raccoglie i crediti li invia al sistema Cogeaps e gli ordini li certificano agli iscritti.

Ma un conto è il conteggio dei crediti con criteri uniformi su tutto il territorio nazionale, e questo è garantito dal tracciato unico informatizzato, un conto è quanta formazione si deve o si può fare con una o più metodologie formative. Metodologie come la Fad necessitano un approfondimento e un confronto anche in sede di Commissione nazionale rispetto alla determina adottata». E il confronto dovrebbe abbracciare «tanto i requisiti di qualità della formazione erogata (sono soprattutto i provider privati non erogatori di prestazioni sanitarie ad avere la maggiore offerta) quanto l’attuale requisito secondo il quale un provider regionale che oggi voglia erogare eventi in Fad è limitato ai soli professionisti che operano sul territorio della regione mentre la Fad è valida sul territorio nazionale solo se l’accreditamento avviene a livello nazionale. Trattandosi di formazione a distanza, non dovrebbe sussistere una limitazione territoriale che in questo caso penalizza i provider regionali».